Quando la tecnologia indossabile incontra il Retail

smartwatch retail

Tecnologia” e “Indossabile” sono duo termini che fino a qualche anno fa nessuno avrebbe pensato di accostare uno accanto all’altro. Invece abbiamo visto nell’ultimo anno un proliferare di smartwatch, fitness band, occhialini hi-tech e braccialetti bluetooh, in quella che promette di diventare una nuova rivoluzione nel settore dell’elettronica di consumo.

Ma quando scoppierà il boom della tecnologia indossabile? Potranno gli attuali negozi di telefonia ampliare il proprio assortimento con questi nuovi e curiosi gadget?

Un mercato in continua espansione

Sicuramente gli accessori hi-tech indossabili rappresentano ora una piccola nicchia di mercato, destinata ad appassionati di tecnologia e curiosi, ma le cose sono destinate a cambiare nel giro di pochi anni.

I dati in Italia nei primi 6 mesi del 2014 (fonte: MP Marketplace, anno IV numero 32) hanno mostrato un volume di vendita di indossabili di circa 70mila pezzi, per un valore di quasi 9 milioni di euro.

A farla da padrone sono gli smartwatch, gli ormai popolari orologi intelligenti che con il 35,1% dell’intera torta (24mila pezzi) e un prezzo medio di 203 euro hanno generato un volume di affari di 5 milioni di euro.

Seguono gli smartband, in testa a volume di vendita (26mila pezzi) ma indietro a fatturato (1,8 milioni di euro) dato il prezzo medio entry level di soli 69 euro.

Stando ai dati forniti dalla società Juniper, il fatturato complessivo mondiale della vendita al dettaglio dei dispositivi indossabili si triplicherà nel 2016, fino a raggiungere 53,2 miliardi di dollari entro il 2019, rispetto ai 4,5 miliardi di dollari del 2014.

In questi 5 anni, a trainare il settore accanto agli smartwatch ci saranno anche gli smartglasses, gli occhiali intelligenti che sull’onda dei Google Glasses presto occuperanno una importante fetta del mercato wearables.

Prima di tirare le somme, bisognerà aspettare l’effetto “moltiplicatore” di Apple Watch, che si appresta in questi giorni a fare il suo ingresso nel mercato wearables.

 

Quale collocazione dei wearables nei punti vendita?

Come riuscire ad affiancare alla tradizionale vendita di smartwatch ed elettronica di consumo, i nuovissimi dispositivi indossabili? Quale sarà l’accoglienza della clientela?

Una delle prime sfide del mondo Retail consiste nel creare una categoria merceologica specifica per questi dispositivi: “é complesso trovare una giusta collocazione dei wearables nei punti vendita” spiega Cristina Brandi, Category Manager Telefonia e Videogame di Expert Italia.

“In alcuni casi sono affiancati agli smartphone perché spesso sono prodotti da vendor del mondo mobile, altre volte sono vicini al mondo della navigazione perché altri produttori sono di questa cerchia. In realtà andrebbe creato uno spazio ad hoc valorizzandolo anche con oggetti più fitness e soprattutto wellness”.

smartwatch nei negozi

I wearables sono oggetti del tutto inediti per la maggior parte dei consumatori, motivo per cui, secondo il Category Manager Telefonia di Unieuro Fabrizio Organi, per incentivarne la vendita bisognerà lasciare libera la clientela di toccarli e indossarli per testarne la vestibilità: “Più di altri prodotti, gli indossabili richiedono un’esposizione al ‘tocco’  che permetta ai clienti di testarne la vestibilità oltre che le funzionalità” spiega.

Noi stiamo sviluppando idee espositive che vanno proprio in questa direzione. Il nostro nuovo store format è stato studiato infatti per enfatizzare al massimo i prodotti di ultima generazione e le nuove tendenze, con ampie zone a libero tocco”.

 

Wearables per migliorare l’esperienza di acquisto nei punti vendita

Oltre che per la vendita diretta di questi dispositivi, i nuovi gadget indossabili potranno rivelarsi un prezioso strumento per migliorare l’esperienza di acquisto dei clienti nei punti vendita, non solo di elettronica di consumo.

Un sondaggio della società IGD ha mostrato che 4 clienti su 10 accolgono positivamente l’idea di farsi aiutare negli acquisti da orologi e occhiali intelligenti, ad esempio con notifiche dallo store per comunicare offerte e promozioni, mentre il 61% si dichiara disponibile a collezionare punti fedeltà direttamente da smartwatch.

Sull’esempio dell’Apple Watch, i wearables potranno disporre di una tecnologia chiamata “aptica” che farà vibrare l’orologio quando ci si troverà vicini ad un oggetto che si vuole acquistare, con un miglioramento sia dell’esperienza in-store del cliente sia della probabilità di un acquisto.

Interessante anche l’iniziativa di Yves Saint Laurent, che ha cominciato nel dicembre 2014 ad utilizzare i Google Glass per filmare make up tutorial dentro al negozio, che poi invia via mail ai clienti, insieme a suggerimenti sui prodotti e materiale di supporto.

yves saint laurent google glass

Passando alla realtà virtuale, Virgin sta cominciando ad utilizzare i visori come Oculus Rift per permettere ai propri clienti di effettuare veri e propri tour virtuali delle destinazioni, mentre John Levis ha creato una campagna per lo scorso Natale in cui i bambini potevano entrare in un mondo virtuale e interagire con i personaggi di un cartone animato.

 

Per concludere

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  • i grandi retailers si stanno affacciando sul mercato degli accessori indossabili. Farai lo stesso?
  • i wearables offrono benefici per migliorare l’esperienza di acquisto dei clienti e aumentare le vendite
  • come è stato per gli inizi del telefono cellulare, il pieno potenziale della tecnologia indossabile è ancora da realizzare, ma sarà enorme!

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